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La fideiussione

La fideiussione è un negozio giuridico, disciplinato al Libro III del Codice Civile, Titolo III, Capo XXII, Sezione I, mediante il quale si costituisce una garanzia personale a carico di un terzo, che si obbliga verso il creditore per l’adempimento del debitore. E’un rapporto contrattuale intercorrente tra il fideiussore, cioè colui il quale garantisce un’altrui […]

Pubblicato il 28 October 2007 in Diritto Civile

La fideiussione è un negozio giuridico, disciplinato al Libro III del Codice Civile, Titolo III, Capo XXII, Sezione I, mediante il quale si costituisce una garanzia personale a carico di un terzo, che si obbliga verso il creditore per l’adempimento del debitore. E’un rapporto contrattuale intercorrente tra il fideiussore, cioè colui il quale garantisce un’altrui obbligazione, ed il soggetto attivo del rapporto obbligatorio in essere, ossia il creditore. Tale nozione è accolta dall’art. 1936 c.c, per effetto del quale: “ È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza”. Da sottolineare il carattere accessorio dell’obbligazione fideiussoria, rispetto all’obbligazione principale, cioè quella intercorrente tra debitore e creditore, tanto che la sua validità dipende proprio dalla validità del rapporto sorto ab origine. Altro indicatore dell’accessorietà della fideiussione è riscontrabile con riferimento all’art. 1941 c.c., dal quale risulta che essa non può in alcun modo eccedere ciò che è devoto dal debitore, ne tantomeno essere prestata a condizioni più onerose, di converso può considerasi valida solo nei limiti dell’obbligazione principale. La garanzia fideiussoria, salvo patto contrario, si estende a tutti gli accessori principali ed eventuali spese successive, che devono essere anticipate dal fideiussore. Il fideiussore è obbligato in solido con il debitore principale al pagamento del debito, legittimando il creditore a chiedere il soddisfacimento della propria pretesa anche a questi nonché al debitore. Non si esclude l’ipotesi, anch’essa consacrata in Codice, della “confideiussione”, istituto di cui all’art.1946 c.c., caratterizzato dal fatto che più persone hanno prestato fideiussione per uno stesso debitore a garanzia di un medesimo debito; in tal caso tutti i garanti devono essere considerati obbligati in solido; se l’adempimento è compiuto da uno solo di essi, questi ha diritto ad esercitare l’azione di regresso nei confronti degli altri fideiussori, oppure essendo surrogato nei diritti del creditore verso il debitore, agire in via surrogatoria. Il fideiussore, anche prima di aver pagato, può agire contro il debitore, affinchè questi gli procuri liberazione o, in mancanza presti garanzie necessarie, per assicurargli il soddisfacimento delle eventuali ragioni di regresso nei casi espressamente elencati all’art.1953 c.c. La fideiussione si estingue, determinando la consequenziale liberazione del fideiussore, qualora, per fatto del creditore, non può aversi surroga del garante nei diritti, per pegno, nelle ipoteche e nei privilegi del creditore. Da sottolineare che la morte del fideiussore non estingue il rapporti che si trasmette agli eredi. Se la fideiussione è prestata a tempo indeterminato, il fideiussore può in ogni momento recedere. Una particolare ipotesi di fideiussione è quella prevista dall’art. 1938 c.c, fideiussione per obbligazioni future e condizionali, conosciuta anche come “ fideiussione ominibus”, la cui validità è subordinata alla determinazione di un importo massimo garantito. Per la liberazione del fideiussore per obbligazione futura si rinvia all’art. 1956 c.c.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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