La Consuetudine nell’ambito della gerarchia delle fonti del diritto

Nel sistema gradualistico delle fonti, la “Consuetudine” è considerata una fonte di grado subordinato rispetto alla Costituzione, leggi e regolamenti. Detta anche “uso”, (i due termini stanno ad indicare un medesimo concetto), consiste nell’assunzione, da parte dei consociati di un comportamento constante ed univoco, tenuto nel tempo tale da farlo divenire una regola giuridica a carattere vincolante. Fondamentale è il riferimento all’art 8 << disposizioni sulla legge in generale>>, ai sensi del quale “Nelle materie regolate dalle leggi, gli usi hanno efficacia solo in quanto sono da essi richiamati”. Da qui il loro palese carattere di fonte subordinata. Nel nostro sistema giuridico è possibile distinguere tra: 1)Consuetudini “secundum legem” o interpretative, che vanno ad integrare e/o specificare il dettato legislativo; 2)Consuetudini “praeter legem” o introduttive, che intervengono in ambiti carati di apposita disciplina normativa; 3)Consuetudini “contra legem”, contrarie a norme di legge o norme regolamentari. Una norma consuetudinaria non può in alcun modo modificare o derogare una norma di rango superiore, anche se non si esclude nel nostro ordinamento l’abrogazione di una norma mediante “desuetudine”, ciò avviene qualora si assiste ad un comportamento omissivo generalizzato, diffuso e reiterato, verso una tale norma. Pur avendo la caratteristica di una norma giuridica, che di regola e consacrata in un corto giuridico, la consuetudine è da considerarsi, invece, una fonte non scritta e pertanto una fonte fatto, ciò perché si tratta di un diritto, che associato ad un comportamento diffuso costantemente nel tempo e nello spazio, creato spontaneamente in aderenza alle esigenze della comunità. Caratteristiche costitutive della fonte giuridica in esame sono dunque: 1)esistenza di un “fatto”; 2)“opinio juris ac necessitates”, ossia la convinzione che quel determinato comportamento sia giuridicamente obbligatorio e quindi va osservato. Una specifica e separata analisi merita la cd “Consuetudine Costituzionale”, la cui peculiarità consiste proprio nella disciplina relativa a rapporti intercorrenti tra organi costituzionali. La sua diffusione è limitata ad un numero circoscritto sia di casi che di soggetti e non alla generalità dei consociati